#26: Momenti inaspettati

sotto-lo-stesso-cieloSotto lo stesso cielo

Andava nell’unico Liceo Psico-Pedagogico della città, sicuramente non ci saremmo sbagliati, e le avremmo fatto una super sorpresa. La Stazione era gremita di gente e di studenti che tornavano a casa. Dopo numerose difficoltà arrivammo finalmente davanti alla scuola.

<<Piccola, mi manchi>> le mandai un sms.

 <<Anche tu. Non mi rispondevi più, dov’eri finito?>> Cavolo, mi sentivo uno schifo. Ma era anche vero che ce ne avevamo messo di tempo a organizzare quel viaggetto.

Continuai a scriverle. <<Capirai… sei a scuola?>>

 <<Ovvio! Esco tra un po’…>>

<< A dopo!>>

<<?>>

<<Capirai…>>

Guardai i miei due compagni e li abbracciai. Senza di loro, non sarei mai arrivato sano e salvo. I minuti passavano lenti. Fremevo. Ero in ansia. In panico. Poi la campana suonò.

Pochi istanti dopo, una inconfondibile testolina castana fece capolino dal portone.

Alzò lo sguardo ed incrociò il mio, stupore, gioia, rancore, amore.

Il tempo è strano. Sembrava immobile e allo stesso tempo veloce. Non so descrivere quel momento, il riaverla tra le braccia, il suo profumo mischiato al mio.

 Nostri come lo eravamo sempre stati. Come lo saremmo sempre stati. Mi guardava con quei suoi occhioni colmi di stupore. Non so dire chi tra i due fosse il più incredulo. Di certo c’era solo il nostro essere insieme.

 “Quindi voi mi state dicendo che non avete prenotato nessun albergo e che avete preso il treno all’improvviso e che avete fatto tutto questo… per me?” 

“In effetti è stata una follia. Ma se non le facciamo noi le follie, chi le fa?” Sorridevo.

Eravamo a bordo della piscina di casa sua.

“I miei sono via per affari ed io resto sola… ma voi? Restate fino a domenica? Vi va? Dai vi prego!” Non so come ci convinse. Certo è che fu fantastico.

Finalmente noi. Non c’è nulla di più meraviglioso dello svegliarsi alle prime luci dell’alba con lei accoccolata ed abbracciata a me. Le pelle morbida, ed i nostri profumi insieme. Mi sentivo davvero bene, felice, completo.

Era la mia dolcezza, avrei voluto potermi svegliare così ogni giorno della mia vita.

“Buongiorno piccola”

 E così, fino alla domenica.

Sul treno di ritorno piangevo disperato, inconsolabile. I miei amici mi guardavano, in silenzio. La verità era che mi mancava da morire. Volevo lei… per tutta la mia vita.

 …to be continued

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