#23: il principe Azzurro

sotto-lo-stesso-cieloSotto lo stesso cielo

Lorenzo

 Il giro di perlustrazione non era andato come speravo. Di lei non c’era traccia.Così, in ritirata, tornammo al campo da dressage dove mamma e Raffaele stavano montando.

Poi, sentii il mio cuore annaspare. Dall’altra parte del campo erano arrivate due ragazze. Le avevo già viste, l’avevo già vista. Sorridevo, ero felice, l’avevo trovata. Il mio desiderio si era avverato, lei era qui.

 Vedevo le due parlottare tra di loro come due agenti segreti. A vederle così sembravano progettare un attentato, parlavano fitto fitto. Avrei tanto voluto scavalcare lo steccato e prendere quella bambolina tra le braccia. Le seguii con lo sguardo.

 Una gomitata improvvisa mi fece cadere rovinosamente a terra come un sacco di patate.

“Oh vecchio ma che t’han fatto, l’incantesimo?!” sghignazzava Giulio.

Dopo uno sguardo complice, ci fiondammo al bar a fare aperitivo, era un rito sacro che facevamo sempre. Le vidi sedute ad un tavolino, insieme ad un ragazzo che così, a prima vista, di macho non aveva nulla. I miei due compari traditori andarono subito a fare la loro conoscenza, lasciando a me il compito di ordinare gli aperitivi. Dopo averli raggiunti, né io né lei parlammo per tutta la mezz’ora che passammo l’uno di fronte all’altra. 

Ci studiavamo come due avversari. Mi leggeva nel cuore, eppure speravo che non vedesse quello che realmente io provavo per lei. Sentivo l’euforia crescermi dentro e allo stesso tempo tremavo e non per il freddo.

 Prima di andare, ci stringemmo la mano. “Piacere, Iris”.

“Piacere mio… Lorenzo”.

 Un ultimo sguardo ed uscì dal bar. Senza mai girarsi.

“Ragazzi… è lei”.

 “Lei chi?”

“La tipa di Novara…”

I miei due amici si guardarono.

“Domani gara. Poi si passa alla fase due”, peccato che io non avessi la più pallida idea riguardo a cosa consistessero queste “fasi”.

Iris

“Ciao!” mi guardai attorno. Ero davanti al mio box e cominciava ad essere buio ed io sentivo delle voci.

“Pss hey! Vieni dentro al tuo box!”

“Dentro al mio… cosa?!”

Mi fiondai dentro, procurandomi uno sguardo accigliato da Monsieur, il mio baio.

“Vieni verso la parete! Sto dall’altra parte!”

Da una delle fessure delle assi di legno, qualcuno mi stava parlando. Era Lorenzo!

“Hey ciao! Ma, che ci fai lì?”

“Veramente è il mio box, ma i miei amici non mi danno tregua e mi sembrava di aver sentito la tua voce, così ti ho salutata!”

“Ti va di lasciarmi il tuo numero?”

“Certo! Te lo stavo per chiedere io! Abbiamo un’intesa.. ehm,  mentale”

Evidentemente non ero l’unica impacciata e che stava per morire di vergogna oltre che di infarto.

…to be continued

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...