#19: Nuovi inizi

sotto-lo-stesso-cieloSotto lo stesso cielo

Lorenzo, il figlio di Silvia, chiuse il diario della madre con le lacrime agli occhi. Il sole iniziava a sorgere, le nuvole si erano diradate e l’aria era fresca e umida. Si affacciò alla finestra, ammirando l’alba. E ripensò alla storia della propria vita

Ho sempre avuto una vita piena e felice. Non credo che per mamma sia stato facile restare incinta a 17, anzi. So per certo che è stata durissima, me lo ripete spesso la nonna, quando sente me e mamma discutere.  

Incinta a 17 anni, decidi di dirlo al tuo ragazzo non appena smonta da cavallo… e ti ritrovi a doverglielo dire mentre lui sta passando a miglior vita per via di una caduta. 

C’era un video su quel cross. È vero, sono la copia di mio padre, anche nello stile sul salto, anche se si nota che c’è di mezzo la naturalezza di mamma. Avevo guardato i primi 4 minuti di quel video con il cuore in gola, era bellissimo. Poi era successo.

 Il cavallo che inciampava e scappava, mamma che correva da Andrea fermo in mezzo al campo. Da quel momento gli incubi ora fanno visita doppia: a me e a mamma. Lo so che che lo sogna ancora.

Il mistero di quel triste giorno ha pesato davvero sui cuori di tutti i presenti. Ora, viviamo in una bellissima villa con un maneggio, ed i nostri vicini di casa sono i miei nonni paterni.

Era stata mia madre ad insistere per piazzarmi in sella quando avevo appena 4 anni. Fin da subito avevo creduto che un campo delimitato fosse la mia casa, quando in realtà mi ero solamente messo in gabbia da solo. Non avevo mai avuto il coraggio di provare il cross, di tentare.

Paura? Ma di cosa? 

Nella mia vita avevo paura di tante cose: di me stesso, dei brutti voti, dei miei sentimenti, delle opinioni degli altri. Le paure vanno affrontate. E se scappi, non imparerai mai a vivere. 

Per questo, ora faccio le gare di completo, esattamente come mia madre e mio padre. Ad agosto per la prima volta mi portarono nel campo di Novara. Mi avevano sempre detto che è un posto magico, ma avevo sempre dubitato di questa magia, ma mi sono dovuto ricredere.

Mi ero completamente, perdutamente innamorato di una ragazza. L’unico problema era che non avevo la più pallida idea di chi fosse, eppure, da mesi, la avevo fissa in mente.

Iris

Avevo assoldato una mia amica, Federica, per aiutarmi nella ricerca di un ragazzo. Reduce da un concorso in quel di Novara, aveva preso forma. Il mio Lui con la “L” maiuscola, il mio Principe Azzurro esisteva. Ed io non avevo avuto neanche il coraggio di andarmi a presentare. Io, Iris Charlotte Carter, non avevo avuto il coraggio di andarmi a presentare!

Forse, potevo tornare ad essere felice. 

Novara. Cross…

Avevo trovato il modo di ordinare tutte le mie carte, le mie idee. Il solo pensiero mi rendeva felice. Il verde dominava i campi, a contrasto con il grigio del cielo ed il blu del mare. E il sole? Quando splendeva era oro puro.

Forse, per una volta potevo sentirmi libera dal peso di essere me stessa.

…to be continued

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