#15: Una principessa e il suo cavaliere

sotto-lo-stesso-cielo-tramontoSotto lo stesso cielo

La festa iniziava alle 21:00 e noi 4 saremmo partiti alle 18:00 circa. 

Ale e Mich sarebbero passati a prenderci con la loro super macchina. Eravamo tutti in tiro, sembravamo quasi delle parsone serie. Michele e Filippo erano semplicemente regali nei loro smoking, Alessandra era stupefacente nel suo vestito, io indossavo un abito color avorio con fili dorati e Swarovski, senza spalline. Andrea mi aveva chiesto di non indossare l’anello, cosa che infatti feci. 

Non appena gli altri mi videro esclamarono “Silvy, sei stupenda davvero!” Sorrisi timidamente, non ero bella neanche la metà di loro, ma gli credetti.

“Che principessa è senza corona?”, esclamò Pippo saltandomi tutt’intorno, verso la macchina.

Lo vidi frugare, alla sua richiesta, chiusi gli occhi. Lui e Michele mi posarono qualcosa in testa. Come aprii gli occhi, corsi subito allo specchio: mi avevano regalato una bellissima coroncina di Swarovski. Con le lacrime agli occhi li abbracciai. Erano le persone più belle che io conoscessi. Volevano rendere indimenticabile una serata che avrei portato per sempre nel cuore.

Le luci dell’autostrada mi sfrecciavano dinanzi come stelle scintillanti che sfrecciano nel cielo; la luna piena irradiava ogni cosa di una fantastica luce argentina. Nessuna nuvola sebrava voler oscurare quel cielo così meraviglioso.

Il chiacchericcio che c’era in macchina si spense non appena arrivammo al palazzo decorato appositamente per l’occasione.Era stupefacente.

Il parcheggio era gremito di gente che pareva uscita direttamente dalle fiabe.

Lui e Michele, da veri gentleman aiutarono me e Ale a scendere dalla macchina. “Ti fissano tutti”, mi sussurrò con aria complice il mio migliore amico. Con uno sguardo terrorizzato mi aggrappai al suo braccio.

L’atmosfera era romantica e la musica di un pianoforte rapiva e avvolgeva le menti, facendole vagare tra i ricordi.

Avevo paura che Andrea arrivasse con un’altra ragazza. Ero innamorata e Filippo non sapeva più che pesci pigliare con me. Stavo fissando le persone che ballavano davanti a me, senza vederle davvero, nessuna di loro era chi cercavo.

Solo una persona. Una. Non chiedevo altro.

L’atmosfera era calda, e io non avevo voglia di star in mezzo alla gente, così uscii sul balcone. Ero sola, seduta sul muretto che ammiravo il paesaggio. Sapevo che quella sera sarebbe stata unica e irripetibile.

L’atmosfera irreale e quasi magica rimandava la mia mente già offuscata, dentro il turbine di ricordi. Chiusi gli occhi, dentro di me sfrecciavano le immagini di me e Andrea nel praticello, il suo sguardo durante il nostro primo incontro…

“Sei tu che da sempre ho amato, colei che dà luce e gioia alla mia vita, colei grazie alla quale ho trovato qualcosa per cui vale veramente la pena vivere”.

Le sue parole mi avvolsero teneramente come le sue braccia.

“Amore non vivo senza te”

“Basta lacrime principessa mia”.

Dolcemente mi accarezzò il viso, rigato dalle lacrime.Mi alzai e lo baciai con dolcezza, un bacio dolce e salmastro per via delle mie lacrime. Mano nella mano, ci incamminammo lentamente lungo i sentieri del giardino.

…to be continued

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