#13: La perfezione

Sotto lo stesso cielosotto-lo-stesso-cielo

Fu una serata molto allegra e rilassata. Non mancarono scherzi, battute e racconti di episodo comici. Forse avevo giudicato male i genitori di Andrea. Si dimostrarono delle persone molto cordiali e alla mano. Stranamente, sembrava che io cominciassi a piacere a sua madre , credo che si fosse rassegnata alla scelta del primogenito! 

Tra le risate, ci avviammo alla pensione.  Era una normale Bed&Breakfast, con piscina e giardinetto davanti, una vecchia cascina restaurata, con i poggioli uniti, i tetti spioventi e la tipica forma a “U”. Mancavano poche ore alla gara. 

“Pippo, ma se stanotte uscissi dalle finestra, in qualche modo arrivassi da Andre e poi alle 5 tornassi, tu staresti muto vero?”

 Con aria furba mi sorrise. “Ovviamente bella”. Stavo già progettando tutto con Andrea.

 Camera sua era di fronte alla mia, tra poggioli e tetto, potevo farcela. Rischiando la vita molte volte, arrivai sana e salva dall’Amore mio. A

Alle 5 mi avviai verso la mia camera. Purtroppo Filippo mi aveva chiusa fuori.

La tentazione di strozzarlo era davero molto, molto grande. Così, con grande impegno e fatica, aprii la finestra che, per fortuna, era rotta. Filippo dormiva come un ghiro. Nel sonno sembrava davvero un angioletto.

La mattina dopo mi svegliò FIlippo: “Sai che oggi c’è la gara vero?”

Aprii gli occhi e ad una velocità a cui non credevo sarei mai riuscita a farlo, mi lavaii, cambiaii e corsi all’entrata con Pippo alle calcagna.

“Mich a che ora inizia la 1?” chiesi lanciadogli un’occhiata ansiosa. “Alle 9…sbrigatevi voi due!!”

Adoravo l’adrenalina e il sangue che ti pulsa nelle vene nei momenti prima della gara. Guardai indietro nei ricordi, rivedendo l’anno prima.

Ore 17:30: le premiazioni, il momento delle verità.

Quest’anno la competizione era stata al massimo. Volevamo vincere, volevamo dimostrare chi eravamo davvero. Io ero arrivata seconda nella categoria 1 e Filippo era arrivato quarto, mentre Andrea era arrivato quinto nella categoria 3. Insomma, potevamo dirci davvero soddisfatti!

Fu doloroso separarci. Io restai a guardare la strada di ghiaia anche quando la sua macchina era scomparsa dietro i campi di grano.

Quel posto era la cosa che più ci rapiva. Non dico che fosse magico, ma ci attirava come il ferro attira due calamite. Era un legame speciale, e per quanto lo sminuissimo, entrambi sapevamo che la nostra storia ci sarebbe rimasta incisa nel cuore. Ero innamorata, sempre più.

In fondo, la vita è troppo breve per non essere felici. La perfezione sembrava dominare tutto.

…to be continued

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