#11: Il corpo se ne va, ma il cuore rimane

Sotto lo stesso cielo sotto-lo-stesso-cielo

I giorni si susseguirono rapidamente, tra risate e scherzi, dolcezza e impegno. 

Il giorno del rientro a casa si avvicinava e, la tristezza cominciava a trasparire dai nostri , volti. Sapevo che mi sarebbe mancato da morire, sarebbe stata dura, sempre più dura man a mano che il tempo scorreva. In fondo, il destino è tutto da scoprire!

Il tempo era a dir poco volato e il giorno dei saluti era ormai arrivato.

Il cuore mi pesava di un vuoto terribile. Volevo salutare per bene il mio Amore, ma nemmeno i suoi sapevano dirmi dove si era cacciato.

Mi stavo ormai rassegnando, quando mi arrivò un suo sms: “Vieni al nostro praticello…” Ovviamente si riferiva alla nostra radura, quella che avevamo scoperto durante la mia prima passeggiata in quella zona. Di nascosto, presi in prestito una bici sola e abbandonata lungo la staccionata e corsi a perdifiato fino a raggiungere quel luogo incantato.

Gettai la bici per terra e mi tuffai tra i cespugli in fiore.

Una figura seduta a terra, intenta a contemplare l’acqua del ruscello mi tolse dai miei pensieri. Di certo non mi aveva sentita arrivare. Lentamente gli arrivai alle spalle e lo abbracciai. Il mio cuore batteva forte, come se volesse gridare disperato “non voglio tornare a casa! voglio restare qui, qui con te!”

Non disse nulla, solo mi abbracciò stretta. Il tramonto era meraviglioso e rendeva l’atmosfera quasi magica. Sconsolata, mi alzai. Dovevo partire. Il mio tempo era esaurito.

Mi voltai verso di lui e lo vidi inginocchiato a terra. “Amore mio!”

Stavo per piangere dalla gioia. Aveva tirato fuori dalla tasca una scatolina, l’aveva aperta e, sul cuscinetto blu nel suo interno, brillava e scintillava un bellissimo anello d’oro.

“Vuoi stare con me?”

Balbettai un “sì”, felice. Mi mise quell’anello, lui ne aveva uno uguale nella catena che portava al collo.

Con i cuori uniti, in due su una bici, ci avviammo verso il maneggio.

Salutai e ringraziai tutti. E con lo sguardo rivolto all’indietro, continuai a salutare fino a che le figure sul selciato della strada non furono invisibili ai miei occhi.

…to be continued

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