#6: Un bacio sotto le stelle

sotto-lo-stesso-cieloSotto lo stesso cielo 

“Ciao Francesco! Come stai? Loro sono Silvia e Filippo, i due stagisti. Ragazzi, lui è Francesco Giuliani, sarà il vostro istruttore e tecnico di salto ostacoli. Te li posso affidare? Vado a far ballare mia moglie!”

Detto questo, senza la possibilità di replicare ci trovammo soli insieme a lui, il padre di Andrea. Suo padre.

“Piacere, io sono Filippo” sciolse il ghiaccio il mio socio, allungando la mano per una stretta.

“Io sono Silvia” balbettai intimidita.

“Piacere mio. La tua faccia non mi è nuova” disse guardandomi “Credo di averti già vista…Che disciplina praticate?”

“Noi siamo completisti, ma vogliamo migliorare in tutto. Ecco il perché di questo stage!” rispose prontamente il mio amico.

“Capisco. Beh, perché non venite che vi presento i miei due figli? Sono entrambi dei completisti, magari li conoscete già.”

Lanciai un’occhiata in tralice a Filippo. Mi si leggeva l’ansia negli occhi e il cuore sembrava stesse per scoppiarmi.

“Andrea, Giacomo, loro sono Silvia e Filippo…”

“Ciao”

“Ciao”

Uno sguardo. Dio, era bellissimo. Che occhi stupendi, azzurri, cristallini…Avevo temuto di non rivederli mai più.

“Silvia, è bello rivederti.”

Sorriso ebete da stordita imbambolata. “Si, è bello…sei cambiato!”

Sorriso ancor più ebete. Stavo per svenire! Filippo mi fece un occhiolino complice e trascinò via suo padre e il fratello. “Andiamo sul terrazzo?” mi chiese tenero.

“Si” Mi sembrava di vivere in un sogno ovattato, irreale. C’era la luna piena e il cielo stellato. Mi fece una carezza in viso. Perché i suoi occhi sono sempre così cristallini? Lo abbraccio.

“Mi sei mancato”, sussurro nel vento.

“Un silenzio dice più di mille parole sai piccola?”

Che dolce….mi sciolgo. Sono innamorata.

Andrea mi guarda “Sei la stella più bella”

E in un attimo le mie labbra sfiorano nuovamente le sue. Un bacio dolce, che riempie le distanza e il vuoto creato da quei cinque mesi passati da soli, a combattere contro un nemico che spesso distrugge le storie come le nostre. Da soli, senza altro che le nostre promesse. Sembrava passata un’eternità dall’ultimo bacio.

“Ti amo” mi sussurra a fior di labbra.

Avrei voluto che lo gridasse. E avrei voluto gridarlo anche io. Davvero. Ma non mi sembrò il caso e nemmeno il momento più adatto.

Forse è vero. Forse è così. Forse il destino ci vuole uniti. Forse.


…to be continued

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