#5: Una sorpresa inaspettata

Sotto lo stesso cielo

sotto-lo-stesso-cieloSabato mattina.

Ero ancora assonnataIl giorno prima, Michele, il mio istruttore, aveva comunicato a me e a Filippo che saremmo stati ospiti di Elena sino a maggio, in stage.

La mia unica consolazione era la presenza di Filippo, uno dei miei migliori amici. Eravamo davvero simili e io sapevo tutto di lui, come lui sapeva tutto di me. Riuscivamo a capirci anche solo con uno sguardo.

Con la musica altissima, in 2 orette arrivammo al maneggio “Paradiso”. Elena ci condusse in una meravigliosa suite nella cascina.

“Sono sicura che vi piacerà e che vi troverete benissimo”, ci sorrise serena, stasera io e mio marito vi verremo a prendere alle 8 e mezza. Ci sarà una cena molto elegante. Sono sicura che farete un figurone. A dopo!”

Io e Filippo cominciammo a guardarci intorno. Era tutto stupendo!

“Dimmi che non sto sognando Silvy….”, mi disse incantato il mio degno compare.

“Vorrei poterlo fare”, fu la mia risposta. 

Pippo! Ma sei morto nel bagno? Dai, siamo in ritardo!” Erano le 8.27. 

Nello stesso istante, si aprì la porta. Era elegantissimo nello smoking nero.

“Wow!” esclamammo all’unisono.

Silvy sei un meraviglia” disse, sgranando gli occhi.

Elena e il marito ci aspettavano nella Land Rover nera. Erano elegantissimi e impeccabili.Radiosa come un girasole, Elena ci accolse calorosamente.

“Ragazzi siete perfetti! Michele aveva ragione quando ha detto che sareste stati i migliori! Lui è Filippo, mio marito…..sembra severo, ma in realtà ha un cuore d’oro!” ci sorrise fiduciosa.

“Sono sicura che vi troverete benissimo” aggiunse con un’aria di chi la sa lunga e con un sorriso a 32 denti smaglianti.

“Neanche la pubblicità della Mentadent…” mi bisbigliò Pippo sottovoce.

Per i succesivi 10 minuti di tragitto soffocammo a stento le risate.

Non appena arrivammo al bellissimo hotel, nel sontuoso salone, sia io che Filippo ci ricomponemmo in fretta, ritrovando la serietà più adeguata alla situazione. La sala era elegante e raffinata. Il suono di un pianoforte riempiva la stanza, così come i fiori presenti un po’ ovunque. 

“Statemi vicini baldi giovanotti, vi vorrei presentare un mio collega ed amico….”Ci disse Filippo- grande, trascinandoci tra la folla.

…to be continued

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