#4: La cena del cavaliere

Sotto lo stesso cielo

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“Papà! Le mie amiche mi stanno aspettando! Dai che sono in ritardo!”

Con queste parole mi fiondai in macchina, impaziente al massimo.

Sofia e Sara erano due gemelle della mia età, pazze come me, biondissime, simpaticissime e… le mie più fidate confidenti. Ancora oggi fatico a distinguerle. Sono praticamente identiche! Mi aspettavano nella piazza del mio ignoto paese.

“Scusate il ritardo ragazze”

“Tranquilla Silvy…sbrighiamoci ora!”

Felici, sorridenti e scherzose scendemmo dalla macchina e ci avviammo verso l’entrata del ristorante. In cima alle scale, notai una chioma rosso Barolo. Più che Federica, non sapevo chi altri potesse essere. Era intenta a messaggiare animatamente con il nostro istruttore Michele, una favola di uomo, purtroppo super impegnato, ma comunque simpatico e comprensivo, uno dei pochi che davvero mi capiva. “Silvy….stai attenta….stasera c’è anche Elena….” Mi sussurrò guardandomi con aria leggermente preoccupata.

Annuii impallidendo completamente. Lei.

Sì, mi terrorizzava e ora vi dico pure il perché. Lei. Elena Lehmann.

Super campionessa di dressage e alta scuola, brava quanto severa. A suo tempo aveva sposato uno che aveva due o tre maneggi. Ora, a distanza di anni, viveva a Milano e dirigeva un super maneggio da cui provenivano un sacco di baby campioni pronti a conquistare vittorie su vittorie. Anche suo marito insegnava, erano davvero una super coppia.

Io ebbi l’occasione di conoscere due dei suoi allievi, Andrea e Giacomo, nell’ agosto dell’anno precedente, alla mia prima uscita in completo durante un concorso a Novara. Conosciuti quasi per caso, nella magia di uno sguardo, scattò il colpo di fulmine tra me e Andrea, il maggiore, di un anno più grande di me. Aveva un cavallo grigio e dei meravigliosi occhi azzurrissimi e capelli corvini. In poche parole, era il Principe Azzurro senza la tinta bionda.

Ero già fidanzata, ma al vero amore non si può dir di no….quindi avevamo iniziato una storia difficile e segreta che durava già da 5 mesi. Il problema? Beh lui era un eccellente cavaliere, che sicuramente con un po’ più di esperienza sarebbe arrivato senza problemi alle vette dei completi più importanti. Elena non approvava la nostra storia, temendo che avrebbe potuto distrarlo dai suoi alti obiettivi. Da qui il perché della storia segreta.

Dopo la cena, cominciò l’annuale resoconto di gaffe e scene comiche successe nelle varie gare. Il mio istruttore Michele, si lasciò scappare un

“Eh già…anche la nostra Silvietta ne ha fatte vero? Principi Azzurri di nome Andrea che vincono di tutto….ah, le docce galeotte!”

Infatti, avevo conosciuto Andrea (innaffiandolo con l’acqua gelida) mentre cercavo di chiudere un tubo impazzito. 

Elena lo sentì e gli lanciò un’occhiataccia. Frase maledetta. Mentre tutti ridevano, il mio sguardo si perdeva nei ricordi più vivi che popolavano il mio cuore e un sorriso malinconico comparve sul mio volto.

Rimasi in silenzio ad ascoltare solo la voce dei ricordi.

…to be continued

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