#3: Il diario di Silvia

sotto-lo-stesso-cielo-cavalloSotto lo stesso cielo

Le amicizie vere, sono l’equivalente di un filo di ferro in mezzo a degli innumerevoli fili di seta. E per amicizie vere intendo sia quelle umane che quelle tra cavallo e cavaliere.

Milito da anni nelle categorie Brevetti con risultati simili al mio andamento scolastico: a volte eccellevo, a volte facevo davvero schifo. Ma in fondo, così è la vita! Pratico da tutta una vita questo sport meraviglioso… e mi impegno mettendoci il cuore.

Se ero diventata schiva e scostante, era solo per colpa di grosse cicatrici e lacerazioni che il mio animo non era ancora riuscito a riparare. Un po’ come quando i medici ti ricuciono i tagli profondi. Il segno rosso e indelebile resta, sempre. Possiamo coprirlo con il fondotinta, possiamo nasconderlo; ma resterà sempre inciso sulla nostra pelle. 

Quando perdi la fiducia nelle persone, sai perfettamente di non potercela fare da solo, allora ti rivolgi all’unico che sei sicuro non ti abbandonerà mai: il tuo cavallo. 

Fai di lui il tuo migliore amico, consigliere, confessore e psicologo. Il legame che c’è tra un cavallo ed il suo cavaliere è di una forza inaudita, è un collegamento tra menti e anime. Non è facile, è un’intesa che nasce con la conoscenza, con la calma. Con il cuore in burrasca calmato da un soffice naso pronto a consolarti e a calmarti in ogni momento.

 I cavalli sono come noi. Hanno dei sentimenti, pensano, architettano scherzi, capiscono e non dimenticano, sono quello che li facciamo diventare, esattamente come una persona in balia degli eventi. Come un granello di polvere in un tornado.

Avevo la mia bella vita, ma con gli altri non mi sbilanciavo mai. Il mio passato era tabù, il mio futuro era il vuoto e il mio presente era tutto. Semplice ed efficace.

Il mio migliore amico lo avevo conosciuto tra urli e bestemmie in campo prova. La mia migliore amica l’avevo incontrata mentre sbraitavo alla grande contro quella che in gara mi aveva tagliato la strada facendomi cadere.

In realtà ero più fragile di un fiore di cristallo, ancora più in bilico di un castello di carte quando tira vento. Malgrado la mia vita sembrasse fatta di unicorni rosa e arcobaleni, la realtà era ben diversa. Ero stufa di tutto, stufa di me.

Era la fine di gennaio, avrei partecipato alla Cena del Cavaliere, una serata molto importante, in cui avrei incontrato tutti le amazzoni e cavalieri della zona. Ma lasciate che vi racconti…

…to be continued

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...